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sabato 18 luglio 2015

Sogno un'Isola felice


Questa riflessione nasce da questo articolo, e da tanto altro: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/07/18/villaputzu_il_messaggio_per_il_sindaco_una_busta_con_proiettili_c-68-426332.html


Sogno un'isola felice, in cui il dialogo sostituisca il livore e le parole non dette, in grado solo di far accrescere la rabbia.
Un'isola dove la collaborazione soppianti il menefreghismo.
Dove il cercare di comprendere e immedesimarsi nei panni degli altri soppiantino gelosia e acredine.
Dove il peso delle ingiustizie subite da altri faccia male anche a chi non le subisce sulla propria pelle. Non è solo quando qualcuno sconfina nel nostro terreno che dobbiamo sentirci feriti. Un'ingiustizia è un'ingiustizia a prescindere dal fatto che ci colpisca direttamente o meno, e le vittime sono pedine mobili. Basta fare uno sforzo d'astrazione per rendersene conto.
Sogno un'isola in cui si produca, anziché distruggere. Un luogo in cui coltivare e sviluppare idee.
Una terra più vivibile e umana, in cui le persone più sensibili e speranzose non siano costrette a fare le valigie.
Una terra nella quale, al posto di spedire proiettili per posta, atto di grande viltà, si spieghino le proprie ragioni. Capita di vivere un malessere. Capita di avere idee differenti rispetto agli altri, nella vita. Il gioco è bello anche per questo.
Siamo esseri umani senzienti, in grado di comunicare. Non dimentichiamolo mai. Non lasciamo che gli istinti più bassi prevalgano, oggi come troppo spesso in passato. Invertiamo il gioco delle parti. Per una volta proviamo a fare i costruttori di qualcosa, assodato che la storia della manna dal cielo è un'invenzione per allocchi.
Non culliamoci sul fatto che quest'Isola sia bella. Non lasciamo che diventi una matrigna.

La Terra di per sé è buona. E' neutra.

Sono gli abitanti a darle una carica, positiva o negativa che sia.

lunedì 9 giugno 2014

Cosa chiede la Sardegna alla Conferenza nazionale sulle Servitù Militari? Intervista di Enrico Lobina e Manuela Podda all'assessore della Regione Sardegna Cristiano Erriu





http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/09/cosa-chiede-la-sardegna-alla-conferenza-nazionale-sulle-servitu-militari-intervista-allassessore-erriu/1021055/#disqus_thread

4 giugno 2014: perizia su Quirra

Mi sono svegliata. Mi sono svegliata e ho letto. Mi sono svegliata e ho letto cose che non volevo leggere, ed è proprio allora che mi sono svegliata davvero. Stamane ho letto una notizia sul quotidiano più letto in Sardegna, l'Unione Sarda. Ho letto il titolo: “Tanti errori ma nessun disastro ambientale.” Sottotitolo: “La superperizia: a Quirra non c'è inquinamento.” Poi mi sono soffermata sul contenuto, cosa che ogni lettore attento dovrebbe fare, e ho letto: “Nessun disastro ambientale, nessuna compromissione permanente del territorio. La superperizia, depositata in Tribunale, a Lanusei, porta a una svolta clamorosa nell'inchiesta penale sulle attività del poligono.” Continuando a leggere, e a un certo punto ho strabuzzato gli occhi. “Si mette all'indice l'attività portata avanti per anni nel poligono interforze più grande d'Europa spesso senza precauzioni, con militari esposti a sostanze chimiche tossiche, ma anche con le popolazioni che, a lungo, hanno subìto le nubi di veleni perché non ci si è preoccupati di bloccare le esercitazioni nemmeno nei giorni di maestrale.” Un titolo alquanto ottimistico, che fa ben sperare per la mia Terra, ma non accenna minimamente al contenuto. E mi chiedo: cosa può aver capito un qualunque lettore distratto? A questo punto ho acceso il computer per accedere a facebook, cartina tornasole dell'umore generale dei miei contatti, in gran maggioranza sardi. E che ti vedo? Decine di condivisioni, cori esultanti, un gran tripudio di commenti. Indicativo il commento “Lo sapevo io, che erano tutte cazzate. Quirra, sto arrivando!”. Stagione turistica salvata in corner. Orde di bagnanti torneranno ad assediare la spiaggia di Murtas, che i miei occhi non hanno mai dimenticato dall'ultima volta che la vidi, da quando io e pochi altri, decidemmo che, blocco della magistratura o meno, non ci saremmo tornati fino a quando non ci avessimo visto chiaro. E ancora sto aspettando. Sono contenta che la mia gente sia contenta. Sono contenta che abbiano letto solo il titolo. Ma per me la notizia non è nel titolo. La notizia è che nessuno ha ancora negato i danni ai militari e ai civili. Mi sono svegliata.